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#.prendersicuradise’: diagnosi di stress da inquinamento elettromagnetico

#.prendersicuradise’:DIAGNOSI DI STRESS DA INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO

Il tema dell’inquinamento di tipo fisico, dovuto cioè a campi elettrici e magnetici, a radiazioni ionizzanti e ad altri fattori è molto attuale e controverso. Oggi siamo circondati da campi elettrici e magnetici provenienti da apparecchiature elettriche, cavi conduttori, prese di corrente e da sorgenti esterne agli edifici come i tralicci dell’alta tensione, forni a microonde, telefoni cell ecc. Per ciò che riguarda l’esposizione alle basse frequenze è stata dimostrata la loro influenza sul bilancio ormonale dell’uomo, e in particolare la produzione di melatonina dall’epifisi. Questa produzione, in prossimità di campi elettrici e soprattutto magnetici, non si incrementa durante il sonno, come dovrebbe. Ne possono derivare importanti conseguenze come disturbi del bioritmo, disturbi del sonno, cefalea, astenia, depressione, ridotta efficienza del sistema immunitario. Per ciò che riguarda i danni causati da esposizione alle alte frequenze sembra che si esplichino soprattutto tramite un effetto di innalzamento termico e conseguente danno cellulare in prevalenza a livello di occhio, testicoli SN, sistema immunitario. Tutte queste alterazioni biologiche sono state evidenziate anche in presenza di intensità di campo che possono riscontrarsi in ambiente domestico e non solo lavorativo. Il concetto di elettrosensibilità significa semplicemente che la capacità di difesa nei confronti dell’azione nociva di campi elettrici e magnetici varia da individuo a individuo. Tale variabilità dipende da un gran numero di fattori età biologica, grado di intossicazione, infezioni di tipo virale, microbico, micotico, stato psichico ecc. Tutto dipende dal grado di funzonalità dei vari circuiti di regolazione. La variabilità della risposta dipende dalla capacità che ogni struttura ha di autoregolarsi. Per elettrosensibilità si può intendere una reazione allergica, nel senso più ampio del termine, la quale mostra un sinergismo con sensibilità chimiche ed alimentari. I sintomi acuti compaiono soprattutto in pazienti che sono esposti anche ad altre sollecitazioni ambientali e che hanno un importante sovraccarico dovuto alla presenza di metalli nel cavo orale. A questo punto emerge il concetto di sinergismo. Tutte le condizioni morbose, e in particolar modo quelle croniche, sono sostenute da più cause che agendo sinergicamente determinano la sintomatologia. Vi è sempre una pluricausalità che sostiene i vari quadri morbosi. Valori soglia= questi sono i valori limite che riguardano l’emissione o l’immissione di radiazioni, rumore e soprattutto sostanze tossiche. Tali valori dovrebbero proteggere la popolazione e l’ambiente da danni alla salute. Essi però non tracciano un confine netto tra ciò che non comporta pericolo e il rischio sulla salute, ma sono piuttosto un compromesso tra un supposto rischio sulla salute e gli interessi del mercato. Le commissioni stesse che devono definire tali limiti hanno troppo spesso una composizione quanto meno sospetta. Ad esempio in Europa esistono limiti di tolleranza che variano da paese a paese per ciò che riguarda la concentrazione di sostanze chimiche e l’esposizione a campi elettrici e magnetici. Negli ultimi decenni numerosi valori limite che per motivi commerciali erano stati fissati troppo in alto sono stati abbassati a più riprese in modo drastico. Il concetto di valore limite o di tolleranza viene così ad assumere l’unica dimensione possibile: quella cioè dell’essere relativo alla situazione di ogni singolo individuo in quel determinato momento. Del resto com’è logico pensare che il lavoro del fabbro possa essere sopportato meglio da un individuo forte e robusto, non ci si deve meravigliare che l’esposizione ad un campo elettromagnetico possa non arrecare danni visibili a un soggetto con circuiti di relazione indenni, mentre può determinare sintomi anche gravi in soggetti nei quali i sistemi di regolazione fossero stati già precedentemente compromessi da alre noxae. L’eav è in grado di determinare tali noxae prima che portino a manifestazioni conclamate di malattia, ed è in grado di determinare se una sostanza chimica o un’emissione di tipo fisico contribuiscano a determinare lo stato di malessere di un individuo indipendentemente dai limiti di tolleranza che la società impone. Per questo l’eav assume una notevole importanza anche nell’ambito relativo alle malattie professionali ed alla medicina del lavoro.Dottoressa Marina Salomone

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