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Il nostro simbolo: la Quercia

Quercus robur ( da robus-forza e quercus …albero bello)

Considerata il re del bosco,rappresenta la saggezza millenaria, nell’antichità presso numerosi popoli era “l’albero” per eccellenza, quello più sacro di tutti, il simbolo della divinità suprema. La quercia era considerata  “albero cosmico”, dove si realizzava l’incontro tra l’uomo e Dio. Il più antico oracolo greco, che si trovava a Dodona , era la quercia sacra a Zeus. Presso i Romani la quercia era il simbolo della sovranità e dell’immortalità. Infatti  sulle insegne dei re di Roma figurava una piccola corona di foglie dell’albero. È soprattutto presso i Celti, però che si può ravvisare in pieno il ruolo fondamentale attribuito all’albero,nella sfera sacrale.

Germani e Celti consideravano la quercia “la rappresentazione visibile della divinità”. I Druidi celebravano i loro riti solo nei boschi di quercia e le attribuivano poteri magici. Il nome gaelico Dair o Duir,significava anche porta,la pianta era considerata infatti una delle porte che univano due dimensioni diverse presenti nella vita dell’uomo. Attraverso la porta ,l’uomo entrava nel pieno vigore della vita ,nella sua massima forza,che derivava dall’equilibrio profondo e dal pieno conseguimento della completezza. Per questo i Druidi,uomini della quercia ,erano considerati uomini dall’immensa conoscenza. Era considerata inoltre,un passaggio che avrebbe permesso di incontrare gli antenati.

Sottilmente legata al potere del fulmine, era considerata sacra anche a Teranis(giove o zeus),dio della folgore che arriva dal cielo. Per questo la quercia è associata alla conoscenza improvvisa che pur arrivando in modo invisibile agli occhi,sconvolge profondamente e trasporta in uno stato di consapevolezza superiore. La folgore che il dio teneva in mano, fatta con il legno di quercia,aveva il duplice potere di donare la morte o la rinascita.

Veniva usata per il falò di Natale,che era la porta di accesso all’anno nuovo. Il ceppo di Natale,era un grande blocco di legno ricavato da una quercia,e la sua accensione rituale ha origine dalle feste del solstizio,celebrate dagli antichi popoli,sulle cime delle colline. Le fiamme che divampavano simboleggiavano ed anche propiziavano la nascita del sole,ed il ritorno della luce,che permetteva alla terra di germogliare di nuovo.

Protezione,forza e coraggio sono i simboli da sempre legati alla quercia. Proprio per la particolare solidità al terreno ed imponenza verso il cielo, è da sempre sinonimo di forza e solidità; in analogo modo, la quercia è dimora prediletta di numerosissimi animali.

Pianta molto longeva,l’età che può raggiungere è colossale,dai 500 ai 2000 anni,tollera clima molto secco,ma anche clima umido. Ha una corteccia spessa che la protegge dal calore e dagli incendi. Viene frequentemente abbattuta dal fulmine perché ama crescere vicino all’acqua,ma anche perché produce correnti elettriche al suo interno.Il suo frutto è una ghianda,che sarà anche uno dei primi alimenti dell’uomo primitivo. Della quercia si usava tutto, la corteccia ricchissima di tannino veniva usata per conciare le pelli e l’infuso contro le emorragie e la diarrea. Le galle che si formano sulle foglie, fornivano la base dell’inchiostro usato dai pittori. Le ghiande oltre a fornire il cibo all’uomo nei momenti di carestia,erano utilizzate come cibo per i maiali e tantissimi altri animali selvatici. L’economia del Medioevo in molte regioni,si basava sulla ricchezza prodotta dal legno, che era usato per costruire le navi, mobili,botti,ecc…

Fitoterapia

Molto utilizzato il macerato glicerico, che ha una spiccata attività  sulla corteccia surrenale, stimola la produzione di cortisolo,per questo l’impiego è consigliato in caso di astenia   anche sessuale, convalescenze,pressione bassa,affaticamento mentale. Può essere di aiuto anche per regolarizzare il transito intestinale ,per ridare tono all’intestino. Associato ad altre piante può essere utilizzato anche nell’enuresi notturna.

La corteccia ha proprietà astringenti (diarrea,emorragie) , antinfiammatorie(emorroidi, ragadi,fistole)vasocostrittrici (geloni ,ipersudorazione di mani e piedi), antisettiche e febbrifughe.

Per la ricchezza di tannini che possono causare problemi digestivi,e per l’interazione con alcuni farmaci,si preferisce usare il macerato glicerico.

Nei fiori di Bach è il rimedio per le persone forti e perseveranti che non desistono mai di fronte alle avversità. Al contrario, vanno avanti con determinazione e non si riposano mai, abusando della propria forza fino ad esaurirsi. Proprio per questa dote di perseveranza, molti contano su di loro. Le persone Oak, a causa del loro forte senso del dovere, possono sentirsi frustrate e infelici se malattia o esaurimento le prevengono dall’adempiere ai propri doveri.

C’è molto di positivo riguardo alla persona Oak, ma c’è anche un lato negativo che consiste in quel suo rifiuto ostinato di lasciare andare e di riposare, anche quando questo suo bisogno è ovvio a tutti coloro che le stanno intorno. Il rimedio viene usato per aiutare questo tipo di persone a rimanere forti nelle avversità e a non venire schiacciate dalla fatica e per insegnar loro a divenire più sagge e ad imparare a riconoscere quando è il momento di fermarsi.

“il rimedio Oak,secondo la descrizione del dottor Bach è  per quelli che lottano, si battono con forza per guarire, o per adempiere ai compiti della vita quotidiana. Non si stancano di provare una cosa dopo l’altra, persino quando il loro caso appare senza speranza. Continuano a combattere. Sono insoddisfatti di se stessi se la malattia interferisce con i loro doveri o con la possibilità di aiutare gli altri. Sono persone coraggiose, lottano contro grandi difficoltà, senza perdersi d’animo né risparmiarsi.”

Anna Bononcini, naturopata e ricercatrice di piante

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